Pina - Wim Wenders

Pina - Wim Wenders - 2011 - 103'

Ammetto di partire da un profondo pregiudizio verso Wim Wenders, che trovo da anni un regista sopravvalutatissimo, banalizzante, didascalico; il dvd Feltrinelli di Pina mi è sembrato comunque un'ottima soluzione di visione per qualche sera fa e ho goduto della scelta fatta. A proposito dell'edizione Feltrinelli: il libretto allegato al film è molto bello, tra i migliori letti; soprattutto le interviste a Pina Bausch riescono a restituire lo spirito del lavoro che ha praticato e a dare più di un accenno al metodo di lavoro, che è uno dei pilastri dell'intera attività della compagnia, senza il quale niente sarebbe stato possibile, almeno non con l'intensità cui siamo abituati a percepire gli spettacoli di Pina Bausch. Dico siamo anche se per la verità non posso vantarmi di essere un conoscitore né della storia della danza, né della storia del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch. Però ho avuto la fortuna di avere vicino a me, nel corso degli anni, alcune persone molto affascinate dal lavoro di Pina Bausch e una in particolare che ne ha compreso, credo in profondità, lo spirito, pur facendo poi delle cose diverse. Ma il metodo di lavoro di Pina Bausch è universale e si può applicare, piegare, adattare a qualsiasi forma d'arte, perché è una visione del mondo e dei rapporti con il mondo e con le persone.


Senza pretese di esaustività, per chi dovesse essere completamente a digiuno di danza, per chi non conosce nulla di Pina, mi permetto di rimandare, prima dell'eventuale visione del film, alla lettura del già citato libretto allegato all'edizione Feltrinelli, alla visione, soprattutto alla visione - c'è qualcosa anche su youtube -, degli spettacoli e alla breve lettura di questa recensione scritta non da un'appassionata di cinema ma da una appassionata di danza. L'ho presa dal sito milanoarteexpodanza.
Il lavoro di Pina e della sua compagnia è estremamente complesso; approcciarsi alla visione del film di Wenders (che di quel lavoro fa una rielaborazione obbligatoriamente parziale, per quanto umile e affezionata) senza sapere nulla degli anni spesi da Pina e dai ballerini è completamente priva di senso. Il successo enorme, planetario, riscosso dalla compagnia aiuta moltissimo e la ricerca di informazioni e di materiale è quanto mai rapida e fruttuosa. Non fare questa ricerca significa perdersi l'opera di un genio, che esce anche dal film di Wenders ma che può essere goduta pienamente solo attraverso i tempi, le luci, le coreografie di un altro strumento artistico, che il cinema può raccontare fino al limite della propria natura.
Di Wim Wenders parlavo poche righe fa; un regista più coraggioso avrebbe osato di più e la rivoluzione di Pina Bausch sarebbe forse stata più evidente anche nel film. Non si capisce la portata dirompente di questo lavoro, che ha realmente rovesciato il modo di fare arte, influenzando non solo la danza ma forme apparentemente lontanissime d'arte. La rivoluzione di Pina Bausch è una rivoluzione totale, che crea un mondo specchio attraverso un linguaggio completamente nuovo per l'epoca e arrivando a profondità faticosissime. Di fronte a questa mole di emozioni e di storia, Wim Wenders non osa, ma  - e in certo senso è comprensibile che scelga questa soluzione - decide di creare una gabbia narrativa rigida, ritagliando al film il ruolo dell'omaggio credente. Dopo qualche film in cui era lecito domandarsi qualcosa circa l'effettiva capacità di Wenders di arrivare a conoscersi e a misurare le proprie capacità e le proprie ambizioni, Pina ci regala un Wenders di nuovo umano, che gira un film con alcune ottime idee e che ha non solo la forma dell'omaggio, ma la sostanza profonda dell'omaggio. Wenders in questo film ci racconta di come anche lui, come i ballerini che inquadra muti e dotati di voci fantasmatiche, sia innamorato di Pina Bausch, di come sia meravigliato di fronte all'incredibile quantità di emozioni che il lavoro di Pina porta con sé ogni giorno fino al momento degli spettacoli.


Questo clima di devozione può essere disturbante, ma è necessario capire che la realtà di Pina Bausch è una realtà alterata e che chi sceglie di farne parte sceglie di accogliere questa alterità. Se si comprende che tipo di rapporto esiste tra Pina e i ballerini del Tanztheater Wuppertal, si comprendono più facilmente anche alcune scelte di Wenders; le già citate voci fuori campo, la scelta di affrontare la morte di Pina mostrando la sua assenza e insieme la sua presenza negli altri, per poi far attraversare il film da un fantasma. Soprattutto si capisce la scelta di girare tutto il film in funzione di quello che è rimasto. Wenders che non nasconde neppure questa volta i suoi simboli e gli obiettivi del film, ci parla di chi è rimasto e di quanto Pina sia presente nel mondo e nelle persone che hanno lavorato con lei. Si spiega a mio avviso in questo senso la scelta di portare i ballerini e le loro performance (come sarebbe stato bello se invece del concetto di performance, Wenders avesse scelto quello di spazio, o di movimento, o di equilibrio, invece di lasciare tutto sulle spalle dei ballerini) fuori dai teatri. In merito ai limiti del film, la recensione che c'è sul sito de Gli Spietati dice meglio di me alcune cose esatte, forse dimenticando però chi è Wenders, da dove viene, che rapporto aveva con Pina Bausch. Nonostante i pregiudizi che continuerò ad avere sulla visione del cinema e del mondo che Wenders ci propone, non posso non notare che questo è uno dei suoi film più onesti, e dopo tanto tempo il film in cui riesce convincente il suo dichiarato amore per il cinema. Ci voleva l'amore per qualche altra cosa, evidentemente.


Dicevo, su Pina si trova facilmente moltissimo materiale. Cercando qualcosa di interessante con cui confrontarmi nei giorni immediatamente successivi alla visione del film, ho trovato queste fotografie. Fanno parte di un articolo uscito sul sito dell'Huffington Post. Le ripropongo solo per dare una possibilità di visione e non solo di lettura, anche se si tratta di immagini piccole, che avrebbe senso vedere in un altro contesto.
Su drammaturgia.it invece c'è ancora un'altra recensione interessante. 

Commenti

Post più popolari