Il pap'occhio - Renzo Arbore

Il pap'occhio - Renzo Arbore - 1980 - 110'

Non che si possa parlare proprio di capolavoro, e forse nemmeno di cinema, è più la televisione al cinema, senza nessuna pretesa se non quella di divertirsi a fare una roba e tirare su qualche soldo in maniera dignitosa, con un film apertamente televisivo e ancora in tempo per prendere in giro il trash con le stesse armi. Oggi sarebbe impossibile e qualsiasi incursione televisiva nel cinema, soprattutto di una banda come quella, avrebbe il sapore rancido delle cose nate vecchie. Sarebbe come rimettere gli improbabili gilet di Arbore. E infatti quando Arbore prova a tornare indietro di vent'anni è semplicemente pietoso. Questo film invece è talmente sgangherato e geniale da essere divertente oltre le mie aspettative. Vari pregiudizi non me l'avevano fatto vedere finora, e ripeto, non dico che sia un capolavoro, ma fa ridere, fa ridere tanto; con due o tre colpi di genio autentico.
Nel film non c'è una trama vera e tutto si regge intorno a due o tre spunti leggerissimi. Tutte le persone coinvolte però non pretendono che li si prendi sul serio; e quindi i Jazzemani, che a voler cercare altro che la goliardata, sarebbero insopportabili, invece fanno ridere. E il film va avanti così, tra Simeone lo stilita, Scorsese che fa il regista tv del Vaticano, Benigni che rifà, benissimo, il Grande Dittatore.


Uno degli spunti dl film è proprio la carriera di Benigni, in realtà ampiamente decifrabile anche senza Il pap'occhio; Benigni, da comico bucolico gramsciano si è adagiato da ormai diversi anni a interpretare un buffone anacronistico, un impossibile Chaplin contemporaneo, buono per tutti i gusti ma evidentemente innocuo, molto più legato oltretutto al cattolicesimo di quanto la sua carriera precedente potesse far prevedere. 


Il film ha avuto diversi problemi con la censura, e solo in Italia un film così poteva creare dei problemi, perché la comicità funziona ma è superficiale, non c'è blasfemia nemmeno a volerla cercare apposta. La riedizione è credo del 1998, quindi a diciott'anni di distanza, e questa cosa ha dell'incredibile. Del resto immaginare una produzione del genere oggi è impossibile, e forse è già un "miracolo" che il film sia stato girato e che abbia trovato i finanziamenti necessari. 
La Rossellini è una spanna sopra tutti. 
Su Wikipedia ci sono una serie di curiosità e un link a questo articolo di Irene Bignardi. 
Non posso evitare di aggiungere, dopo l'ultima foto trovata, il vero capolavoro nascosto, ma manco tanto nascosto, del film. Segue un meraviglioso tubo.



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